Essere o non essere!

Ho iniziato a scrivere, non per diletto né tanto meno per passione, più che altro mi ha spinto a farlo una voglia di esprimere me stesso, in un modo diverso dal solito, in un modo punto. L’unico modo per esprimermi a questo punto. Perché si, non sono un gran che bravo a esprimere certe emozioni; pensate alla prima emozione che vi viene in mente, ecco non saprei esprimerla sicuramente. Alcuni prendono i propri pensieri, brutti o belli che siano, e li riversano in un contenitore, la maggior parte delle volte, questo è fatto di carne e ossa, solitamente questo contenitore viene definito, amico o amica. Lo so che questa definizione di amicizia è alquanto asettica, e sono il primo a non credere a questa mia stessa definizione, in quanto credo che l’amicizia sia qualcosa di molto più grande. Eppure guardiamoci, l’unica cosa che sappiamo fare e riversare i nostri problemi, in qualcuno, per il semplice fatto di poterci sentire almeno un po’ meglio. Prendete i social, condividiamo per il semplice fatto di far parte di qualcosa, condividiamo cose che probabilmente a voce non riusciremmo neanche a esprimere. Altro non facciamo che prendere le nostre paure, i nostri pensieri, i nostri sentimenti e metterli al centro di un tavolo, così che anche le altre persone possano assimilare parte di questa informazione, elaborarla e farla loro, così che ci possano in un modo o nell’altro capire. Anche in questo modo abbiamo riversato parte di noi in qualcuno. Siamo delle matrioske. Dentro di noi, vivono altre persone, altre storie che non ci appartengono. Eppure costruiamo noi stessi, anche attraverso storie dettate da altre persone. Viviamo la vita, non attraverso la nostra semplice esperienza, ma attraverso l’esperienza di diverse persone che ci hanno dato una parte di informazione della loro avventura personale; Sommando poi le diverse esperienze, e andando ad analizzarle nel loro complesso, ci prendiamo il lusso di criticare la vita, anche se in fondo non sappiamo neanche cosa sia la vita. Facciamo solo finta di vivere. Siamo solo umani non ESSERI. Eppure crediamo di saper tutto di come si vive, di cosa bisogna fare per vivere, di come ci si comporta per poter vivere, siamo proprio una razza molto evoluta. Sappiamo cos’è la vita ancor prima di vivere, più evoluti di così non si può. Ed è qui che casca il palco di tutto secondo me; pensiamo che condividere le nostre esperienze sia parte fondamentale della vita. Ci insegnano fin da piccoli che condividere sia importante. Di padre in figlio, e così via. Ma condividiamo davvero le giuste informazioni? Siamo sicuri, che condividere, una storia un’esperienza non sia dovuto invece ad una nostra paura di essere dimenticati, o addirittura di dimenticare qualcosa? Siamo sicuri che la nostra condivisione invece non sia data da una nostra paura di rimanere soli? Condividere ormai sta diventando la parola più famosa dopo consumare; prima si diceva “Ora et Labora”, mentre oggi sembra quasi che ci dicano “Consuma e condividi”, consuma il tuo tempo condividendo sempre più informazioni, assimila informazioni, consumale, ormai sembra una catena di montaggio. Ogni giorno recepiamo così tante informazioni, che ormai non sappiamo più valutarne l’importanza, non sappiamo neanche più catalogarle, tutte ci sembrano importanti e allo stesso tempo ci sembrano spazzatura. O stiamo diventando troppo cinici, o davvero ormai non sappiamo più dare importanza alle cose, e per cose intendo quelle vere quelle giuste. Stiamo diventando una moda, e le nostre parole, i nostri pensieri, sembra che stiano diventando degli accessori da indossare, per renderci più o meno importanti, più o meno popolari; usiamo la condivisione per sfilare davanti a un mondo di critici autorevoli, nella speranza che apprezzino le nostre idee. Più “mi piaci” hai, più sei popolare. Essere Popolare; Essere Umano; Essere. Chissà quale definizione di “Essere” è più importante al mondo d’oggi.