Nell’attesa: Io intanto Aspetto!

Lo so il titolo di questo articolo svela tutto e niente, e a molti potrebbe suonare illogico e irrazionale, addirittura grammaticalmente patetico, ma sapete una cosa, mi descrive, e non sapete neanche quanto, in un certo senso descrive anche molti di voi, anche se VOI non lo sapete. Era ovvio, che quel titolo dovesse centrare qualcosa mi direte voi, e sarebbe stato abbastanza inopportuno da parte mia deviarvi dall’articolo e quindi dalle mie stesse parole; non sono un’illusionista e non voglio nascondere nessun trucco al mio pubblico.

Eppure, è di questo che tratta l’articolo, non di trucchi sia chiaro, ma di parti nascoste, di cose non viste, di scene mai vissute, in un certo senso, parla di illusionismo, parla di come si possa maneggiare la realtà, in modi che a volte possono sembrare addirittura complicati, ai nostri occhi, e molto spesso anche ai nostri cuori, per poter far credere ad altri e in primis anche a noi stessi, che c’è qualcosa oltre la normalità, oltre l’effettivo ragionamento analitico della mente. Quel “qualcosa” non è di certo magia, anche se molti ci vorrebbero credere a quest’ultima, perché significherebbe poter sfuggire alla realtà, alle problematiche, alla patetica vita che alcuni magari vivono, NO! quel “qualcosa” non è di certo magia mi dispiace, ma anzi è pura chimica, è pura realtà, anche se molti non riescono a spiegarsi il fenomeno che sta dietro a tutta questa apparenza.

Ora, sono sicuro che molti di voi in questo momento staranno cercando un e-mail, o un numero per contattarmi, per chiedermi il numero e il nome dello spacciatore che mi ha donato tale e presunto trip letterario, e quasi filosofico, ma devo dirvelo, oltre a essere illegale per quanto concerne l’attuale legge italiana, sarebbe comunque impossibile da parte mia darvi tali informazioni, perché non sono le sostanze psicoattive a spingermi quest’oggi a scrivere questo articolo, e di certo non sono qui per scrivervi un poema come “alice nel paese delle meraviglie”, no quello che mi spinge a scrivervi di magia, di illusioni, di attese, è la speranza, brutale e affascinante allo stesso tempo. Spiegarvi ora come questa parola “speranza”, possa in un certo qual modo appropriarsi di così tante espressioni, e possa centrare qualcosa con questo articolo, con questo titolo, sarà abbastanza difficile per me, ma cercherò di essere il più semplice possibile, per portarvi alla mia stessa conclusione, che sarà poi, ovviamente assimilata da voi in diverso modo, cadendo forse nel mio trucco di prestigiazione.
Per poterlo fare, mi aiuterò con parole non mie, in quanto sono troppo belle per appartenermi, che fanno parte dell’opera di giuseppe verdi, “La traviata”, ovviamente non sono qui a raccontarvi la storia, e non vi dirò da chi tali parole nell’opera sono state pronunciate; quel che importa è l’emozione che queste affermazioni, coscienti o incoscienti che siano mostrano.

Ah sì, da un anno.
Un dì, felice, eterea,
Mi balenaste innante,
E da quel dì tremante
Vissi d’ignoto amor.
Di quell’amor ch’è palpito
Dell’universo intero,
Misterioso, altero,
Croce e delizia al cor.

Da queste parole salta subito all’occhio come un amore, o la speranza per un amore, di qualsiasi tipo esso sia, porta all’interno dell’animo umano emozioni contrastanti, e allo stesso tempo perfettamente collegate come parti di un puzzle; parallele e coincidenti, infinite e pur sempre limitate, quasi sospese nel tempo, un tempo indefinito certo, che diventa una “croce e delizia al Cor”, così come guardando uno spettacolo di illusionismo, aspettiamo la magia, la speranza per quell’illusione, che ci tiene tutti quanti con il fiato sospeso, così aspettiamo ugualmente con speranza quell’amore.

Ed è quindi questa la speranza di cui prima vi parlavo, un miscuglio di emozioni, così intimamente collegate da sembrare un tutt’uno, così come una persona triste si maschera di un sorriso, magari nell’attesa di partire, nell’attesa di prendere il proprio volo, la propria strada, o magari semplicemente per poter prendere coraggio e affrontare i suoi obblighi di studente universitario e poter far credere ad altri di potercela fare; ecco dove sta l’illusione, il mero trucco da quattro soldi che la gente usa per sentirsi quello che non è, ed è per questo che aspetto, per potermi godere meglio lo spettacolo, magari un po’ più da vicino, e poter in questo modo cogliere, la vera magia, il colpo di bacchetta, che mi porti magari chissà, nel paese delle meraviglie. Io intanto nell’attesa, zaino in spalla e m’incammino.